Episode Transcript
[00:00:00] Speaker A: spin off il podcast di inoltre
[00:00:09] Speaker B: Un caro saluto a tutti, sono Giulio Massa della redazione Dinoltre e proseguiamo oggi il ciclo di conversazioni che stiamo conducendo sull'ormai prossimo, manca davvero poco più di un mese, referendum sulla giustizia e sulla separazione delle carriere.
Quest'oggi abbiamo con noi un ospite illustre, il dottor Antonio Di Pietro. Buonasera, dottor Di Pietro. Innanzitutto, grazie per aver accettato il nostro invito.
[00:00:44] Speaker A: Un saluto a lei, alla redazione, a tutti coloro che hanno la pazienza di ascoltarci, specialmente in una materia così controversa.
[00:00:51] Speaker B: Esatto.
Dico un ospite illustre perché il Dottor Di Pietro nella sua vita ha fatto tante cose, però è essenzialmente ricordato come uno dei PM di Mani Pulite, direi il simbolo nell'immaginario collettivo italiano di Tarantopoli.
Ecco, Dottor Di Pietro, vorrei partire proprio da questo dato, che è anche un dato biografico per lei.
Nello schieramento del No è abbastanza diffusa una narrazione secondo la quale questa riforma della giustizia con la separazione delle carriere e quant'altro in realtà sarebbe una colossale operazione punitiva, diciamo così, un'azione di rappresaglia della politica nei confronti di quella stagione di interventismo della magistratura che inizia proprio con Mani Pulite.
Allora, diciamo, secondo logica lei è stato il simbolo di quella stagione e quindi ci si aspetterebbe di trovarla nel fronte del no, se davvero questa riforma è una vendetta della politica per tutto quello che è venuto da mani pulite in avanti.
E invece la troviamo nel fronte del sì.
Allora l'erubo, l'espressione che l'ha resa così famoso in Italia, che ciazzecca di Pietro nello schieramento del sì.
[00:02:39] Speaker A: C'è a sé che è comune per un motivo molto semplice.
Perché io c'ero e ci sono ancora ora. C'ero quando facevo il PM, c'ero quando ho fatto la parte offesa, la parte civile, il polizioso, l'indagato, l'imputato, l'avvocato che faccio ora. Insomma, conosco le auli giustizie e so per certo che questa riforma, al di là di qualche malevole intenzione di qualcuno, di fatto è diritto per così come scritta, perché poi carta canta direbbe il vecchio Di Pietro, per così come scritta non solo lascia autonomi e indipendenti il ruolo del pubblico ministero rispetto alla politica, ma rende ancora più autonoma e indipendente sia il pubblico ministero sia il giudice soprattutto quello che controlla le indagini del pubblico ministero eh anche al proprio interno da quel sistema di correntizio che negli anni si è sviluppato e tanto male ha fatto la magistratura.
Il male consiste ma mi fermo per poi vorrei rispondere alle sue domande di volta in con un solo consiglio superiore della magistratura, sia per chi giudica sia per chi indaga, si troviamo tutti i giorni che coloro che devono giudicare chi indaga a loro volte contestualmente devono essere giudicati prima dai consigli giudiziari per ogni distretto e poi dal CSM da coloro che sono andato a chiedere a loro di essere giudicati cioè vuol dire c'è un connubio fra l'arbitro e il giocatore dico a chi ci ascolta per esempio voi giochereste una partita con un arbitro che fa parte dell'altra squadra? Vorreste che l'arbitro faccia parte della squadra degli arbitri? Ecco questo è quel che dice questa norma al di là di tutte le chiacchiere che si sono raccontate e soprattutto delle palle che sono buttate in alto in alto chi ha accusato l'altro di chissà che cosa io che ci sono stato che con questa riforma un'inchiesta come quella si può e come rifare identica a quella. Certo, bisogna volerla fare e saperla fare.
[00:05:00] Speaker B: certo.
Senta, veniamo a un altro punto che accende particolarmente il dibattito. Chiaramente separazione delle carriere comporta nel disegno appunto di di riforma due diversi consigli superiori della magistratura, uno per la magistratura giudicante, uno per quella Ecco qui il grande punto di polemica, l'aspetto che provoca le reazioni più forti da parte soprattutto dei suoi ex colleghi, quindi dei magistrati, è il tema del sorteggio. Mi è capitato di parlare anche con qualche magistrato teoricamente aperturista sul tema della separazione delle carriere, ma quando si arriva al tema del sorteggio, si dice no, quello è veramente insultante, offensivo, nessun'altra categoria sceglie i rappresentanti nei propri organismi di autogoverno mediante il sorteggio. Ecco, allora, a parte che volevo anche per i nostri ascoltatori fare una precisazione che spesso viene omessa, e cioè che in realtà il nuovo testo dell'articolo 104 rimanda per tutto quello che riguarda i dettagli del sorteggio alla legge ordinaria, a quelle che saranno le leggi attuative. Dice che il sorteggio avverrà secondo le procedure previste poi dalla legge. Quindi che sia un sistema lasciato ad una totale casualità è ancora tutto da vedere, lo si vedrà nelle leggi attuative. Però lei, ecco, da ex magistrato se ci fosse stato questo sistema di di selezione?
[00:07:10] Speaker A: Andiamo con ordine perché lei ha fatto tre quattro domande con uno quindi io cerco di essere breve e semmai lo riprendiamo c'è il consiglio oggi e i consigli domani. È un organo costituzionale che si deve occupare di questi argomenti eh le promozioni del magistrato c'ha sette scatti di
[00:07:46] Speaker B: cittadinanza
[00:07:46] Speaker A: eh i trasferimenti chi chiede di andare a Roma piuttosto che a le cariche, gli incarichi. Capisci che una cosa è fare il procuratore generale a Roma, una cosa è farlo, non lo so, a Larino, il paese più vicino dove sto io, il presidente del tribunale, della Corsa d'Appello, perché a seconda del ruolo ci deve essere un organismo appunto che si occupi di tutte queste cose, quindi trasferimenti, stipendi, avanzamenti di carriera, eccetera.
il fatto che ce ne sia due è logico perché mai se vero come vero che il processo si basa di due momenti, il momento delle indagini preliminari e il momento del dibattimento e sia nelle indagini preliminari che nel dibattimento ci sono due figure di magistrati quello che indaga cioè c'è un reato cerchiamo di scoprire chi l'ha commesso e quello che giudica cioè che dice mi hai portato queste prove e io su queste prove assolvo o condanno chi mi dice che è stato il colpevole. Allora voi capite da soli che eh non c'è bisogno molto da spiegare che stabilire eh la carriera di uno lo deve prevedere quel che fanno parte di quella squadra, la squadra degli dei giudici, cioè degli arbitri, decidere chi deve andare a fare il presente del tribunale piuttosto della Corsa a Pelle, perché lo deve giudicare e perché me lo deve valutare uno dei giocatori, cioè il pubblico ministero, quello che io devo valutare mentre sta facendo le indagini e mi chiede a me di dargli ragione quindi che ci siano i due consigli superiori della magistratura è la logica conseguenza del fatto che uno si occupa di fare le indagini e l'altro si occupa di valutarle queste indagini. Una volta quando c'era il codice fascista ma fino all'ottantanove quando è arrivato il processo accusatorio noi che abbiamo i capelli bianchi quelli che hanno i capelli bianchi se lo possono ricordare c'era il cosiddetto pretore in ogni mandamento ve lo ricordate?
vedeva che succedeva nel territorio, faceva l'indagine, poi si guardava allo specchio e diceva c'ho ragione o c'ho torto. E fino all'89 c'era anche il giudice istruttorico, faceva l'indagine e alla fine diceva c'ho ragione o c'ho torto. Capite che non va bene e allora non va bene neanche se c'è un solo consiglio superiore. domande. Dopodiché lei mi ha detto all'altra domanda lei rispetta i suoi ex colleghi che dicono no. Attenzione questa è un'altra vulgata. Ci sono dei colleghi la maggior parte che eh sostengono il no e ce ne sono altri molti altri che sostengono come me il sì. Tant'è vero che ci sono dei di loro non se ne parla come se fossi solo io il il birichino che si è messo fuori ruolo. Ce ne siamo tanti che la pensiamo in questo modo. Dopodiché rispettiamo chi la pensa diversamente ma eh chiediamo il rispetto per noi che la pensiamo in questo modo. Quindi è democrazia il fatto che alcuni la pensano in un modo e altri in un altro modo. Come sarà democrazia? Il risultato democratico pur del perché non venga raccontato ai cittadini il falso per indurre a votare in un modo invece che un altro perché non so se avete sentito molto spesso si dice guarda che se voti se votate sì eh il i magistrati vanno a finire sotto la politica questo è un autentico falso falso grave soprattutto se lo dice qualche magistrato se voi andate a vedere la legge non cambia nulla, cioè autonoma e indipendente e finora è autonoma e indipendente resta. Certi che di testa ci devi restare, altrimenti non c'è bisogno di sta riforma se ti vuoi inginocchiare al politico di turno. Quello è un altro discorso, quello è un magistrato che non sa fare il suo dovere. Quindi per questa ragione l'altra questione che lei dice, gli dice il sorteggio. Allora qui facciamoci a capire.
l'attuale riforma dice dobbiamo scegliere col sorteggio ma poi dovrà essere necessariamente una legge che stabilirà le regole perché voi capite che anche nel si trova a tenere conto dei giudici di merito e quelli di legittimità cioè bisogna tenere sia i giudici dei tribunali sia i giudici di della Corte di Cassazione. Si quindi ci sarà una legge ordinaria che stabilirà trova a tenere conto dei giudici di merito e quelli legittimità cioè bisogna legittimità. Si giudici come questo di merito e sorteggio sarà mediato da quelli di legittimità cioè bisogna tenere tutta una sia i giudici dei tribunali serie di regole. Perché io sia i preferisco giudici di il sorteggio all'elezione? Per due motivi, uno di tipo tecnico giuridico e uno di tipo fattuale. Sul piano tecnico giuridico il sorteggio non è una novità esiste già in tante altre regole avete sentito parlare delle corte d'assise delle corte d'assise d'appello cioè nella corte d'assisi dove si giudica se mandare un allargassolo o meno vengono sosteggiate venite sosteggiate anche voi che ci ascoltate potete venire sosteggiate anche voi nella messa di stati d'accusa e presentare pubblico il tribunale dei ministri si viene sosteggiato e poi mi si lasci dire guardate che il consiglio superiore della magistratura non è un condominio dei magistrati che si nomini il loro amministratore. I condomini del condominio, siamo noi cittadini, il consiglio superiore della magistratura è un organo di garanzia che non necessariamente devono essere eletti. Gli organi di garanzia possono essere individuati in tanti altri modi, tra cui anche il sorteggio. Tanto è vero, tanto è vero, che nel 2022, quattro anni fa, che c'è stato lo scandalo Palamare, quello scandalo che eh ha scoperto che ci sono le correnti, poi magari se abbiamo tempo spieghiamo ai cittadini cosa intendiamo dire per il sistema correntistico all'interno eh della magistratura. Eh quando c'è stato quello scandalo eh è stato fatto un un eh come si dice? Una statistica è stato fatto una specie di referendum all'interno di tutti i magistrati. Cioè è stato mandato un da parte dell'associazione è ma voi vorreste essere sorteggiato, volete continuare con questo sistema delle elezioni. Il 40% dei magistrati ha detto vogliamo il sorteggio. Quindi sicuramente meno degli altri, ma non è vero che i magistrati sono contro il sorteggio. Concludo su questa parte.
Il sorteggio vuol dire da una parte che tu tutti i magistrati che vengono sorteggiati sono persone che il giorno dopo che hanno vinto il concorso possono mandare allargassero una persona volete che non possano far parte di un consiglio fatto di trenta trenta componenti eh che devono e neanche più sui sui procedimenti disciplinari ecco sotto questo aspetto nascondersi dietro il dito ce li dobbiamo leggere noi è un atto di prepotenza perché non spetta a voi perché non siete voi i condomini di quel condominio il Consiglio Superiore della Magistratura e e i condomini siamo noi cittadini che vogliamo un organo trasparente che prende delle decisioni faccio un esempio stabilire scegliere quale tra i tanti tra i tanti procedimenti quale portare avanti e quale no. Perché di fatto se ne dipende chi ci mette a far fare quell'inchiesta più testo che un altro. Quando io ho fatto l'inchiesta Mani Pulite potevo fermarmi con l'arresto di Mario Chiesa sei mesi con la condizionale e invece è uscito fuori quel che è uscito. Ma questo perché? Perché c'era un procuratore della Repubblica che mi ha dato la possibilità di farlo. Allora dire che dire che il il sorteggio eh e quindi l'indipendenza all'interno del consiglio superiore è un'opzione non va bene a tutt'oggi nel consiglio superiore della magistratura un esempio chiudo eh l'anno scorso quasi due anni fa a Roma per nominare il procuratore della Repubblica ci hanno messo quasi otto mesi sapete perché? Perché al proprio interno dell'Associazione Nazionale delle Magistrate ridicavano se ti do un procuratore a Roma e mi dai un presente tribunale a Milano ma se ti do un presente tribunale a Milano me ne dai due due procuratori aggiunti a Torino e così via. Cosa voglio dire? È diventato un mercato delle macchie quindi è meglio un sano sorteggio fatto fra magistrati che eh sono in grado di mandare all'ergastolo eh noi cittadini se commettiamo dei reati e figurate se non sono in grado a fare quel che devono
[00:16:23] Speaker B: Forse il nodo, come accennava lei, è proprio l'equivoco tra organo di garanzia e organo di rappresentanza, perché è sulla rappresentanza che si gioca il ruolo delle correnti della NM, è quello il punto.
[00:16:42] Speaker A: Il punto. Io ce l'ho ancora sotto le mani, ma voi se andate su internet potete andare a vedere.
A Roma, a Milano, scusami, a Milano, la mia Milano, c'erano dieci anni fa c'erano due alcuni anni fa c'erano due proprietori aggiunti uno si chiama il dottor Robledo, uno il dottor Brutti Liberati.
Eh il dottor Robledo voleva fare una certa inchiesta, il dottor Liberati lo voleva fare in un altro modo. A un certo punto eh non si mettono d'accordo e il dottor Liberati che era all'epoca un grosso eh esponente di una guardate che dove tu stai occupando questo posto perché quando c'era nominati quelli della mia area, della mia corrente votato. Stai attento perché la prossima volta potrebbe capitare che dico a quella mia rappresentante che sta al Consiglio Superiore le dico vai al bagno così lei va al bagno e tu non hai più la maggioranza. Cioè è un mercato delle vacche che lo vediamo tutti i giorni negli organi elettivi.
Vederle tra i magistrati è deprimente.
E e in tutti questi anni ecco lo dico a chi ci ascolta. Vi ricordate i tempi di mani che guardatevi adesso intorno buona parte dei cittadini eh hanno delle riserve sull'opera di magistrate che sarà sicuramente colpa del di alcuni politici che invece di difendersi nei processi si sono voluti difendere dai processi accusando i magistrati sicuramente da una certa cattiva informazione che li ha voluti mettere in cattiva luce ma c'è un reato il magistrato inquirente cerca di scoprire chi l'ha fatto.
Troppo spesso assistiamo a c'è un soggetto vediamo che reato e se qualche reato ha commesso. Cioè si indagano più su chi ha commesso un reato. Ma se qualcuno ha commesso un reato. Voi capite che è una differenza tra stato di diritto e stato di pulizia. C'è assistiamo a c'è soggetto vediamo che reato e se qualche ha commesso. Cioè si indagano più su commesso reato. Ma qualcuno Voi capite è ecco una un reato, il magistrato inquirente cerca di scoprire chi l'ha fatto. Troppo spesso perché io che ho fatto
[00:18:55] Speaker B: la caccia di reati e non di colpevoli.
[00:18:58] Speaker A: Oh è chiaro che se tu ti metti a uno e lo sfogli alla fine un pelo fuori posto glielo trovi però questa non è più giustizia perché voglio dire il compito del magistrato è scoprire che ha commesso un reato non in uno stato di polizia che che si va alla ricerca di chi c'ha un'opinione diversa piuttosto che chi parte di una certa famiglia. Io ho sentito in un'inchiesta in cui si dice eh sono state arrestate quelle perché facevano parte della famiglia dei famiglia dei provate a riflettere toglietelo un po' di tempo. Adesso voglia proprio provocatoriamente.
C'è la credo la nipote di Messina Denaro di Totorino che è un avvocato eh cioè potrà fare l'avvocato anche lei o lei siccome è parente di di di un boss non potrà fare l'avvocato. È un una persona che nasce figlia di un boss. Eh se non commette reati può o non può partecipare a a un concorso pubblico può o non può avere gli stessi diritti che abbiamo noi. Non è che si è eh si ci sono i reati di valentina.
[00:20:01] Speaker B: Senta, veniamo a come si sta svolgendo questa campagna elettorale, questa campagna referendaria. Io ho visto diversi suoi interventi, diverse sue interviste e ho percepito veramente un forte rammarico, ma direi quasi proprio un'indignazione per quello che riguarda il fronte del no. Poi parleremo anche di come la sta conducendo il fronte del sì. però nel fronte del no in particolare per l'atteggiamento dei suoi ex colleghi quindi dei magistrati rispetto a quelli che sono effettivamente i contenuti di questa riforma. Mi ha molto colpito quando lei ha citato un dialogo con sua sorella dove sua sorella le ha detto ma io tra un politico e un magistrato mi fido molto più di un magistrato e allora lei ha detto quando si ha un tale eh serbatoio di credibilità è grave mi pare lei abbia detto è è criminoso dire il falso su ciò su cui bisogna andare a votare. Ecco questa cosa qui è è la indigna veramente mi pare.
[00:21:25] Speaker A: La ringrazio di aver ricordato questa mia affermazione che ribadisco. Il concetto è che per definizione siamo portati a crederci, no? Quando andiamo c'è chi crede, va in chiesa ed è convinto che il parroco quando gli dà quella raccomandazione lo fa in nome di Dio. Quando va dal notaio qualcuno è convinto che se era detto il notaio è certificato che è così, accidenti.
Ma soprattutto quando va da un magistrato, cioè un magistrato deve applicare la legge, può anche interpretarla, ma deve partire da un presupposto, cioè il fatto che sia vero. Dopodiché può dire reata o non reata, per l'amor di Dio, ma io in questo momento sto guardando lei, io posso dire non posso dire che lei eh mi piace o non mi piace ma non posso dire che lei è capellone non posso dire che lei è un giovanotte di vent'anni eh un magistrato allora io ho visto molti magistrati che in questo momento forte della credibilità che questa categoria ha ottenuto in sé molte volte non dice a chi deve andare a votare per questo referendum non farlo, non votare, discrivi no perché altrimenti togli la possibilità ai magistrati di indagare sulla mafia, toglie ai magistrati la possibilità di indagare sui corrotti, mettere i magistrati sotto il potere esecutivo, altrimenti eh tutte le cose più oscene del mondo.
Il che non è vero perché torno a tutto il fatto che l'arbitro fa l'arbitro e il giocatore fa il giocatore non cambia nulla è la stessa potenzialità di adesso perché rimane autonomo e indipendente. Allora io perché sono molto amareggiato con i miei ex colleghi che dicono questo perché stanno sfruttando la credibilità che anch'io ho contribuito a dare alla magistratura per raccontare ai cittadini un falso e così inturli a dire ma se l'ha detto il magistrato. No, purtroppo ci sono dei magistrati che eh per interessi personali di categoria per rimanere all'interno di un gruppo ristretto che deve decidere vita, morte e miracoli eh racconta il falso per pur pur di indurre il cittadino alla ad un voto che altrimenti avrebbe espresso eh diversamente. Io la la per l'amore di Dio il risultato eh è quello democratica sia deve accettare sì e no ma non deve essere truccato perché se un risultato è truccato da una falsa informazione non è più uno stato di diritto, è uno stato antidemocratico. Poi se lo fa addirittura il magistrato che per definizione è quel che deve controllare le leggi.
[00:24:09] Speaker B: eh senta invece per quello che riguarda il fronte del sì eh proprio diciamo negli ultimissimi giorni stiamo eh assistendo eh a livello politico all'adozione di una diciamo tecnica così di di campagna per cui eh si procede ad attaccare in maniera abbastanza che possono essere suscettibili di essere stati adottati per motivazioni politiche. Ecco, lei questa tattica come la giudica può funzionare, è giusta oppure la trova a disagio?
[00:24:57] Speaker A: Ogni provvedimento giudiziario è chiaro che può essere criticato.
ma non può essere e non deve essere criminalizzato chi ha emesso questo provvedimento giudiziario perché per definizione nei confronti di un provvedimento giudiziario c'è sempre la possibilità di ricorrere nuovamente a far valere le proprie idee. Io personalmente ritengo che l'errore che si sta facendo in questa campagna sia da parte del sì e da parte del no di lanciare la palla in alto e raccontare per attirare l'attenzione. Così ho sentito qualche mio ex collega che addirittura ha sostenuto che quelli che votano sì sono criminali, quelli che votano no sono brave persone ma ho sentito addirittura il ministro che dice vabbè quelli dell'Associazione Nazionale Magistrati si comportano in un sistema paramafioso. Sono due eh diciamo contribuiscono solo a screditare anche questo processo democratico che è il referendum. Il referendum è l'istituto il più democratico che ci sia. Lasciamo ai cittadini decidere cosa vogliono fare.
Screditarlo cercando di non di convincere i cittadini per la bontà della propria tesi ma di eh criminalizzare la tese avversaria non mi piace, non ci sto e mi amareggio. Ecco perché io invito i cittadini a uno sforzo di responsabilità.
Non date retta ai chiacchiere, andate a leggere la legge, vi accorgerete che la legge se ne prendete uno, l'articolo centoquattro della Costituzione dice adesso i magistrati sono un ordine autonomo indipendente. Domani dopo la riforma se approvate l'Iraq i magistrati inquirenti e giudicanti questo, grazie a Dio, lo capisce pure mia sorella.
[00:26:50] Speaker B: Certo.
Senta, dottor Di Pietro, un'ultimissima domanda, vado un po' sul personale. Io ho letto una riflessione profonda, a mio avviso, che lei ha fatto sul caso Gratteri, su cui si sono dette tante cose, ma ho trovato veramente una un tocco di sincerità profonda in una sua valutazione cioè lei ha detto ma voi dovete considerare che Gratteri è in uno stato di grazia cioè è in uno stato in cui lui sa che anche se dice il falso viene creduto a prescindere e con grande onestà intellettuale lei ha aggiunto questa è la stessa situazione in cui mi sono trovato io ai tempi di Mani Pulite di Tangentopoli. Ecco, io le volevo fare questa domanda che a mio avviso esula dalle responsabilità della magistratura. Credo che chi ami in causa tutti la politica, l'informazione, la cultura in Italia Ma perché c'è questo infantilismo nel nostro modo di pensare per cui periodicamente non un giudice genericamente, non un magistrato genericamente, ma un PM diventa l'angelo vendicatore rispetto a tutte l'injustizia e diventa il raddrizzatore del legno storto dell'umanità. Cosa c'è di di debole forse nella nostra società per cui sistematicamente parte questo meccanismo?
[00:28:36] Speaker A: Mi ha fatto una volta due domande in uno. Il primo residiamo a Gratteri quel che è di Gratteri.
Perché io non credo affatto che lui abbia detto il falso, lui ha detto delle cose sbagliate ma convinti che siano vere, che è diverso, oltre alla buona fede e mala fede, quindi io non gli riconosco affatto la mala fede e riconosco anche di più che lavorare in un contesto dove ha lavorato lui dal punto di vista territoriale non è come lavorare in una città di provincia dove si quindi lungi da me criminalizzare il ruolo dell'ex collega.
Però lei ha posto un quesito davvero delicato.
Se è vero come vera che ogni tanto il cittadino sente il bisogno di rifugiarsi a qualcuno e quel qualcuno non può che essere quello che usa il pugno duro, cioè vale a dire reprimere, perché il compito del magistrato poi non è educare, è scoprire chi ha commesso il reato e condannarlo, quindi reprimere.
Se la società sente il bisogno ogni tanto di avere qualcuno che mette un punto fermo, il problema è a monte perché arriviamo a questo? E arriviamo a questo per un motivo molto semplice, a mio avviso. A mio avviso ci arriviamo perché c'è un piano culturale, un piano educativo, ma soprattutto un piano anche di prevenzione.
Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che noi non abbiamo, nonostante la buona volontà di tutti, non abbiamo né certezza del diritto né certezza della fede.
Certezza del diritto cosa vuol dire? Vuol dire che tutti dovremmo essere uguali di fronte alla legge e rispetto a un reato si dovrebbe indagare su tutto, così dice la Costituzione. La legge è uguale per tutti e l'azione penale è obbligatoria.
Sta di fatto che in ogni tavolo magistrato ci sono mille, mille e cinquecento fascicoli.
Se ne prendi uno non ne fai gli altri e quindi quella obbligatorietà diventa discrezionalità e in alcuni casi anche arbitrarietà.
Questa evidentemente fa cadere la credibilità della magistratura.
c'è anche dimostrando che la giustizia non riesce a funzionare. L'altra questione per cui non funziona molto spesso la giustizia sono i tempi, i tempi processuali e anche le certezze del diritto perché c'è un filtro a mio avviso che deve essere ancora ben compreso e c'è il filtro che c'è fra le indagini preliminari e il dibattimento.
per l'amore di Dio c'è un triangolo di sociale, accusa, difesa sulla base, sopra c'è il giudice ma nel dibattimento ci arriva soltanto il fascicolo di quelle carte che il pubblico ministero ha portato, al massimo la difesa dopo l'udienza preliminare ha portato però tutta la fase dell'indagine preliminare in questo momento viene fatto da magistrati che controllano altri magistrati ma fanno parte della stessa carriera.
Ecco, una delle ragioni per cui a volte ci sono indagini talmente esplosive all'apparenza e poi si riducono nella loro credibilità perché non c'è un sufficiente filtro all'inizio dell'indagine, durante l'indagine preliminare, da parte di un giudice che deve essere veramente terzo e non parte in causa in quanto appunto alla stessa cultura del pubblico ministero.
[00:32:23] Speaker B: benissimo io la ringrazio del tempo che ci ha concesso scusi se ho usato un po' la tecnica delle domande a
[00:32:32] Speaker A: strascico per i cittadini andate a votare sì o no comunque andate a votare e io personalmente voterò sì e chiedo di votare sì però rispetto chi voterà no ci mancherebbe altro l'unica cosa che chiedo è quello di votare informati e di non ascoltare sempre le due campane. Quella idea che votare per partito preso bisogna che ce lo togliamo dalla testa perché, ripeto, i governi, le maggioranze passano, la Costituzione resta, quindi io per fare un dispetto a questo governo gli voto contro, in realtà non sto votando contro a questo governo, tanto questo fino alle prossime elezioni non te lo schiodi.
[00:33:16] Speaker B: cittadino.
[00:33:16] Speaker A: Eh stai votando contro una riforma costituzionale che serva a te cittadino. Un po' se non è che eh il marito per far rispetto alla moglie perché l'ha fatto cornuto eh fa qualcosa di brutto per se si uccide insomma.
[00:33:30] Speaker B: E lei sicuramente oggi ci ha dato un contributo importante per capire su cosa si vota e e Grazie, arrivederci.
[00:33:51] Speaker A: Eccomi, ringrazio, bellissima intervista.
Avete ascoltato Spin Off, il podcast di inoltre.