Ep. 17: Starmer sacrificato sull’altare dei sondaggi: il Labour punta sull’incognita Burnham

Episode 17 June 30, 2026 00:35:31
Ep. 17: Starmer sacrificato sull’altare dei sondaggi: il Labour punta sull’incognita Burnham
Spin-Off: il podcast di InOltre
Ep. 17: Starmer sacrificato sull’altare dei sondaggi: il Labour punta sull’incognita Burnham

Jun 30 2026 | 00:35:31

/

Show Notes

Le dimissioni di Keir Starmer aprono nel Regno Unito una crisi politica anomala e potenzialmente esplosiva. Non un normale passaggio di consegne dentro il partito di maggioranza, ma la sostituzione di un premier eletto su un programma centrista con Andy Burnham, figura popolare ma esterna al governo, non deputato, non coinvolto nel manifesto laburista e priva di una vera continuità politica con l’esecutivo uscente. A pesare sulla caduta di Starmer sono state le dimissioni di ministri chiave, soprattutto nell’area della difesa e della politica estera, cioè il terreno su cui il premier aveva costruito la propria credibilità internazionale.

Il Labour prova così a salvarsi inseguendo i sondaggi e la pressione mediatica, ma rischia di consegnarsi a una leadership fragile, sostenuta da anime opposte del partito e costretta fin dall’inizio a scegliere tra ritorno blairiano e svolta a sinistra. Sullo sfondo restano la guerra ibrida russa, l’esultanza dell’internazionale sovranista, le difficoltà di Farage e di Reform, e un quadro europeo che perde uno dei protagonisti della Coalition of the Willing proprio mentre Ucraina, Medio Oriente, riarmo europeo e rapporti con Trump richiederebbero stabilità e iniziativa. Burnham può arrivare a Downing Street, ma senza mandato e senza una linea chiara rischia di trasformare il “salvatore del Labour” nel detonatore della prossima crisi britannica.

View Full Transcript

Episode Transcript

[00:00:00] Speaker A: spin off il podcast di inoltre Buongiorno a tutti e bentrovati ancora su SpinOff. Oggi abbiamo di nuovo con noi Alessandra Libutti per parlare degli ultimi sviluppi della situazione nel Regno Unito con le dimissioni di Keir Starmer e l'avvento dell'astro nascente della politica Labour di cui abbiamo già parlato, Andy Burnham. Grazie ancora di essere con noi Alessandra, buongiorno e benvenuta. [00:00:34] Speaker B: Buongiorno a tutti e buongiorno a Raffaele. [00:00:37] Speaker A: Allora, io partirei da dove siamo rimasti con l'ultima puntata di questa che per certi versi è diventata un po' una telenovela per la maniera in cui i media hanno fatto pressione in maniera anche abbastanza poco British, se mi permetti, o se mi vorrai confermare questa impressione. da persona che non ha tutta questa conoscenza e esperienza del Regno Unito. Riprendiamo quindi il discorso un po' da dove l'avevamo lasciato, c'è stata questa escalation con le dimissioni poi di due ministri importanti che hanno un po' fatto capire che la situazione forse era più seria di quanto sembrasse e quindi che nel Labour ci fosse una pressione nei confronti di Starmer per spingerlo alle dimissioni più forte, forse più sotterranea di quello che si poteva intuire all'inizio. Vuoi raccontarci un po' gli avvenimenti della vigilia con tutto il contorno e questa situazione che ha alla fine portato Starmer a ufficializzare le sue dimissioni qualche giorno fa? [00:01:49] Speaker B: Sì, diciamo che anche da conversazioni che abbiamo avuto qui sul podcast, io sono stata molto ottimista, ero convinta che Starmer sarebbe riuscito a scavallare anche questa crisi, soprattutto sul fatto che lui aveva dalla sua gran parte dei deputati e dei membri del partito laborista. Il lago della bilancia a mio parere sono state le dimissioni di John Healy e di Ian Carnes perché sono state due dimissioni pesantissime, perché arrivavano da persone vicine a Starmer, persone che si erano sempre poste accanto a Starmer, che lo avevano difeso, ma soprattutto perché provenivano da quell'area politica che era il suo cavallo di battaglia, la politica estera, la difesa, quindi aver perso quei due pilastri secondo me ha spostato l'ago della pilancia pesantemente contro Starmer. Penso che dopo le elezioni di Makerfield dopo la vittoria di Burnham, Starmer il venerdì disse che non si sarebbe dimesso perché probabilmente aveva ancora la possibilità la speranza di poter tenere insieme il gabinetto. Eh si aspettava probabilmente alcune dimissioni da parte dei ministri, ce n'erano già state nei giorni precedenti ma eh si è creato secondo me proprio a causa delle dimissioni di John Haley, un clima dove all'interno del cabinetto di instabilità tale che piuttosto che dover affrontare magari tre quarti dei ministri che lasciassero il governo e lasciare praticamente il paese ingovernabile Sarmer ha ceduto. Una situazione complessa e molto anomala. C'è chi ha fatto i paragoni con quando Major rimpiazzò Margaret Thatcher o Gordon Brown eh rimpiazzò Tony Blair o ancora Teresa May, Boris Johnson, Lee Strass, Rishi Sunak. Nessuno di questi è paragonabile e cercherò di spiegare perché. John Major non ci fu un'elezione. Ci fu un passaggio di ed era, diciamo, nella natura stessa, essendo appunto una democrazia parlamentare. Ma John Major era il vice di Margaret Thatcher. John Major era stato all'interno delle politiche di Margaret Thatcher. Esisteva una linea di continuità. John Major aveva lavorato per fare leggere Margaret Thatcher. quindi non c'era nessun grande scarto, era tutto all'interno della dinamica del partito. Lo stesso cosa avviene quando Gordon Brown ripiazza Tony Blair. Gordon Brown era, diciamo, l'artefice delle politiche economiche di Tony Blair, era uno dei padri fondatori del New Labour, quindi esisteva una grande linea di continuità tra Tony Blair e Gordon Brown. Andiamo più avanti, ma anche in ambito dei conservatori. Theresa May viene eletta, c'è un'elezione interna. Boris Johnson non viene eletto, viene assegnato, ma lui indice subito delle elezioni generali, quindi ottiene un mandato quasi subito. L'Istras, che poi dura solo 46 giorni, ma l'Istras viene eletta dal partito. solo Rishisunak viene assegnato ma anche lui dura pochissimo era un ministro, era stato nel cabinetto di Boris Johnson. Esisteva una continuità. Nel caso di Andy Burnham non c'è alcuna continuità. Andy Burnham non era in questo governo, non era nel team di Starmer, non aveva lavorato al manifesto, non era neanche un deputato. Cioè Andy Burnham è veramente un esterno totale che negli ultimi nove anni ha fatto il sindaco di Manchester e dunque ci troviamo in una situazione in cui eh è stato scelto perché ritenuto popolare ma che eh non riesce e sarà una difficoltà che secondo me emergerà sempre di più non ha un vero mandato ma non diciamo che non lo ha per le opposizioni, per le opposizioni è naturale che farà Ange, Baden, Diranno, non ha un mandato, si dovrà andare alle elezioni generali. ma non avrà importanza finché Burnham avrà un sostegno interno al partito. Ma quando un leader come Burnham usa una serie di connessioni, interferenze, lobby e contatti all'interno del governo per porsi come figura risolutiva e e diciamo imporsi oltre quello che è il voto dei membri del partito, oltre che la popolazione del della Gran Bretagna ha un problema di legittimità, di legittimazione. Quindi cosa succederà alla prima difficoltà? Succederà che questo può essere un boomerang per lui. eh un altro discorso è che lui è stato presentato come il salvatore nel senso che per molta sinistra la sinistra che ha spinto Burnham a a rimpiazzare Starmer si aspettano delle politiche molto più a sinistra ma anche questo è rischiosissimo perché il mandato che eh dei laboristi era un di politica centrista hanno vinto le elezioni su un manifesto e cambiare leader e perseguire politiche di sinistra lo possono fare. Nessuno glielo impedisce, ma queste sono cose che storicamente nel Regno Unito si sono pagate e pagate molto duramente alle urne. Faccio un esempio. I Lib Dem con Nick Clegg nel 2010 fecero un manifesto e un'intera campagna elettorale a sinistra, addirittura alla sinistra del Labour, vanno alle elezioni e decidono poi di allearsi con David Cameron e portare i conservatori al governo. tradiscono completamente il mandato e dopo 15 anni i conservatori ancora stentano a riprendersi, nel senso che si sono bruciati un'intera generazione di universitari, Lib Dem avevano promesso la cancellazione delle tasse universitarie, si sono giocate un'intera generazione che probabilmente non voterà mai più Lib Dem. Abbiamo visto cosa è successo ai conservatori dopo che Boris Johnson viene sostituito dall'Istras, l'Istras fa una politica che non è assolutamente nel mandato, fa cadere crollare la sterlina causa un danno economico e è bruciata nel giro di 46 giorni e non c'era non c'era possibilità poi per Rishisuna di fare molto perché Rishisuna stesso non aveva un mandato e i conservatori l'hanno pagata carissima alle urne straperdendo un'elezione. quindi diciamo che eh il il quello che stanno tentando i laburisti nel piazzare una persona che non ha un mandato, che non è stato eletto neanche dai membri del partito. È stato imposto praticamente dai media, dai media di sinistra, dal Guardian, da eh News Agent e altri altri giornali della sinistra. e da alcuni diciamo eh deputati e e membri del cabinetto il pericolo è che sì lui può entrare, potrà fare il primo ministro ma non avendo un mandato a meno che non riesca lui stesso a compiere un miracolo, il pericolo è che potrebbe essere un boomerang non solo per lui ma per tutto il partito laborista. [00:10:28] Speaker A: Ok, tutto molto chiaro. Ti chiederei a questo punto, mi sembra di aver capito che Starmer sia anche dimesso da leader del partito laburista, non soltanto dalla posizione di primo ministro. Le due cose vanno insieme. Ok, quindi è una cosa normale. [00:10:48] Speaker B: Sì, sono collegate, però posso spiegare che diciamo il leader del partito di maggioranza eh di di diventa primo ministro se viene eletto. Quindi Burnham non può diventare primo ministro a meno che non diventa leader del partito laborista. Quindi le due cose sono collegate. Allora quello che hanno stabilito al momento la procedura è che il se non ci sono sfidanti perché diciamo noi stiamo facendo tutti questi discorsi dando per scontate cose che in teoria non sono scontate. Nel senso che in teoria qualcuno potrebbe ancora sfidare Burnham, ancora potrebbe esserci un'elezione, addirittura lo stesso Starmer potrebbe, non è ufficialmente dimesso, ha annunciato le sue dimissioni. Quindi stiamo facendo discorsi sapendo che più o meno succederà esattamente così la questione, ma non sono scontati, quindi prendiamo tutto con le pinze, diciamo questo è lo scenario largamente probabile, in questo scenario Andy Burnham diventerebbe leader del partito laborista il 17 luglio e diventerebbe primo ministro britannico il 20 luglio questo naturalmente se non succede qualcosa perché non diciamo non è scontato io so adesso cito qualche qualche scenario che qualcuno ha presentato plausibile ma fino a un certo punto o implausibile fino a un certo punto vediamo questo scenario Andy Burnham è arrivato lì attraverso il supporto di due poli opposti, due estremismi opposti del partito laborista che è l'ala destra bleriana e l'ala sinistra che fa riferimento a Ed Miliband. Ora, questi sono due anime abbastanza inconciliabili che hanno fatto un'alleanza per spotestare Starmer. Il problema è che, naturalmente, ciascuna di queste due anime vuole avere, diciamo, il budget del paese. Quindi, chi rimpiazzerà? Rachel Reeves come Chancellor of the Exchequer. E qui si giocherà tutto. Burnham andrà a sinistra o andrà a destra? Diciamo che eh la mossa naturale di Burnham sarebbe di andare a destra e affidare eh il ruolo a West Street. Perché? Perché comunque sia questo manterebbe il la politica del governo molto simile a quella di Starmer. Avremo uno Starmer punto due. Ma questo non è quello che le persone hanno voluto in questo cambio. Sarebbe solo un cambio di facciata. E naturalmente la sinistra del partito, chi confida in Burnham, il nuovo leader della sinistra tradizionale, si aspetta invece una politica più sinistra. Si aspetta che il ruolo di Rachel Reeves vada a Ed Miliband. Ora però cosa succede se Andy Burnham decide per Ed Milliband? Come reagiranno i mercati? Perché il pericolo con alcune delle politiche che ha proposto Ed Milliband è che il mercato potrebbe reagire in un modo che Andy Burnham potrebbe fare la fine di Liz Truss ancora prima di diventare primo ministro. quindi in questo scenario vediamo che che Andy Burnham ancora non ha annunciato quindi siamo in questa situazione dove che politiche farà Andy Burnham non lo sa nessuno non lo sa nessuno perché siamo divisi nel sapere se darà questo ruolo alla destra del partito o la sinistra del partito e quindi questo dà anche un po' l'idea della grande approssimazione con cui si è scalzato Starmer, poi scalzato Starmer nel momento in cui c'erano grandi appuntamenti internazionali importanti, c'era un meeting il 22 luglio per il Reset con l'Unione Europea che è stato posticipato, Andy Burnham ha fatto una dichiarazione recentemente che ha lasciato molto sconcerto dicendo che lui sarà meno interessato alla politica estera e viaggerà di meno di Chris Tarmer perché i problemi vanno risolti a casa. Ora, chiaramente questa può essere una bellissima frase molto populista, ma nel mezzo del periodo storico che stiamo vivendo con le tensioni internazionali, la guerra ibrida, la guerra in Ucraina, il riarmo europeo, le tensioni in Medio Oriente, le tensioni con Trump, la Groenlandia che potrebbe riaffacciarsi, avere un futuro lirio della Grande Gran Bretagna che fa questi discorsi dopo esserci abituati a Starmer che aveva creato la coalition The Willing che aveva tenuto il piede fermo con Trump sulla Groenlandia che era all'I-5 solo qualche giorno fa che è stato diciamo una figura molto importante per diciamo la coesione dei leader europei per la difesa europea avere un leader che la prima cosa dice ancora prima di entrare a Westminster io mi occuperò meno di politica estera è qualcosa che lascia perplessi. [00:16:06] Speaker A: Tu hai parlato giustamente di operazioni di guerra ibrida e mi riaggancio a quello che abbiamo detto proprio nell'ultima puntata sul fatto che, se non ricordo male, anche proprio il ministro della difesa aveva detto, aveva affermato che c'era chiaramente in corso un'operazione di guerra ibrida della Russia nei confronti del Regno Unito. Abbiamo poi visto anche il giornalismo d'inchiesta che è andato a riscoprire i vari problemi che sono nati per delle proprietà di Starmer che sono finiti sotto attacco in passato ed è stato creato proprio il collegamento con i russi dietro queste operazioni. Da questo punto di vista possiamo dire che questo è un po' il risultato che la cosiddetta internazionale sovranista si aspettava, il risultato che volevano visto anche l'esultanza sui social di diversi esponenti filorussi e la grottesca uscita del presidente americano Trump il giorno prima ad annunciare ufficialmente le dimissioni di Starmer. Cosa puoi dirci a questo riguardo? [00:17:19] Speaker B: io penso che l'operazione è riuscitissima, hanno fatto leva su diciamo il panico all'interno della ebola, hanno creato questo clima di odio verso Starner, reso un leader estremamente impopolare e creato panico tra le fila dei laboristi e poi si sono serviti per dell'ambizione e nel caso di Burnham io lo chiamerei vero e proprio narcisismo di qualcuno che ha pensato di volersi proporre come salvatore. Tra l'altro Burnham va avanti da molto tempo, io ho ripescato alcuni articoli, io scrivo dell'operazione Burnham per rimpiazzare Starm, il mio primo articolo risale al settembre del 2025, perché era stato abbastanza evidente dal modo in cui Burnham era stato accolto al congresso, laborista, che l'operazione era in corso, stiamo parlando un anno fa e se parliamo di un anno fa stiamo parlando con Starmer al governo da un solo anno e allora tutti quei discorsi sull'inefficienza di Starmer, questo qua all'asso e giù, facciamoci chiaro, quest'operazione è iniziata praticamente molto poco dopo che lui era stato eletto non gli è mai stata data una vera chance dal partito e io credo nel caso di Starmer le sue problematiche all'interno del Labour affondano, hanno radici molto lontane e soprattutto in due fattori. A differenza di Burnham, Starmer entra in politica molto tardi Burnham è in politica da molto, nel Partito Laborista da molto più tempo di Starmer, ha contatti ad ogni livello. Starmer era un outsider. Starmer entra in politica solo nel 2015 e diventa leader del Partito Laborista nel 2020. Quindi Starmer è solo per cinque anni poi all'interno dei governi di Corbyn, a un certo punto è anche il vice di Corbyn, però è in politica solo per, nel partito della purista solo per cinque anni prima di diventare leader. Non ha delle relazioni consolidate all'interno del partito. È un outsider che proviene da un mondo professionale, è stato un attore in general, quindi lui viene dalla magistratura, ha un atteggiamento molto manageriale. Quindi anche il motivo stesso per cui viene eletto, lui viene eletto perché è un uomo di rottura, perché è esterno al partito, viene eletto per ripulire il partito dall'antisemitismo, dal radicalismo e rifondare il lego. Ma cosa succede? Quando molti parlano qui della debolezza di Starmer, a me sembra che stanno raccontando una storia che io non ho vissuto, proprio perché, avendo poi vissuto in Gran Bretagna e essendo stato all'interno del partito laborista, io ho visto quello che ha fatto Starmer. Starmer è l'uomo che nel 2020 va e fa il prefetto di ferro, perché Starmer entra con il pugno di acciaio, e comincia a sancire come andrà a Manti il partito laborista, lui è stato eletto a grande maggioranza come leader e impone la sua anienia e la impone con con rigidità e rigore, tanto che ci saranno numerose espulsioni e fughe dal partito. Questo fa sì che già nel duemila e ventidue c'è già un grande odio verso Starne e l'odio viene da sinistra e viene dall'ala corbiniana perché lui appunto attacca soprattutto la parte estremamente pro palestina, estremamente vicina all'islam, estremamente radicale intorno a Corbyn. Quindi questa parte dove appunto il confine tra antisionismo e antisemitismo è molto sottile Questa parte giura odio eterno a Starm, già siamo tra il 2020 e il 2022. Quando poi c'è la definitiva espulsione di Corpin, l'odio raggiunge livelli assoluti. Starmer attraversa poi appena eletto tutta la crisi post 7 ottobre con le grandi dimostrazioni delle piazze eccetera eccetera e lì arriva l'odio anche della comunità unsurbana perché perché Starmer ha posizioni estremamente vicine a Israele soprattutto dopo il 7 ottobre viene definito ultrasionista eccetera eccetera e quindi ha credo a un certo punto oltre 40 amministratori locali lasciano il partito, si uniscono ai verdi a una grandissima fuga verso i verdi durante Gaza. Quindi quando io sento queste storie su Starmer, le grooming gang, Starmer per i musulmani a me fanno ridere perché è veramente una distorsione totale della realtà. Cioè Starmer perde i consensi a sinistra perde i consensi nella parte della comunità musulmana, perde i consensi verso i verdi. Tanto che le elezioni locali vengono sì vinte da reforma, vengono vinte da reforma perché il voto a sinistra si divide. Il reforma ruba voti soprattutto ai conservatori, ne ruba pochissimi al partito laborista e il partito laborista perde voti alla sinistra. quindi secondo me si è creata questa grande congiunzione di questo preesistente odio per Starmer per essere non ritenuto abbastanza di sinistra, per aver trasformato di nuovo il partito laburista nel New Labour, quindi aver perseguito politiche troppo di destra e chiaramente unita poi al martellamento opposto, facendolo passare per l'artefice delle gruminganze, in realtà era l'opposto lui da procuratore, era stato l'uomo che le aveva perseguite, aveva portato ai primi arresti, aveva portato al cambio di regolamento, aveva ordinato le prime inchieste. su sulle grooming gang quindi quindi queste assurdità ma che fanno presa io ancora oggi quando sto sui social mi trovo in continuazione a persone ma anche persone molto colte che mi scrivono e allora le grooming gang e io non so più che scrivere cioè perché poi basta basta veramente fare due ricerche online per capire quale fu la vera storia delle grooming gang. però queste narrazioni hanno avuto presa, quindi c'è stata tutta la campagna anti-Stanbrada destra, la sinistra del partito laburista già lo odiava praticamente dal 2020 perché era ritenuto troppo di destra e quindi c'è stato questo grande clash e lui si è trovato in mezzo. Anzi, secondo me il fatto stesso che abbia resistito così a lungo nonostante sia stato attaccato su tutti i fronti e sto parlando veramente a partire dal 2020 la dice lunga. Io ero convinta che sarebbe sopravvissuto perché era veramente come i gatti dalle sette vite perché aveva avuto di queste bordate in continuazione, non dimenticherei che già all'inizio del 2025 aveva avuto una rivolta di ben cento, credo centoquaranta, centocinquanta deputati e gli avevano praticamente tolto la maggioranza. Quindi queste cose contro Starmer vanno avanti da molto tempo ma non vanno avanti per le motivazioni che ci raccontano oggi migrazione o cose del genere no vanno avanti soprattutto perché lui ha pestato i piedi alla sinistra del partito laburista ha spinto il partito è stato percepito come aver spinto il partito troppo a destra [00:25:14] Speaker A: Volevo portare nel discorso adesso gli oppositori principali, quindi parliamo di Farage, di Reform e di Restore Britain. Volevo capire, siccome ho un po' visto che l'atteggiamento generale da parte di questi personaggi è stato quello subito di dire che servono le elezioni, bisogna andare a votare, evidentemente da questo punto di vista per questo parlavo di potenziale assist nei loro confronti da parte del Labour. Come vedi tu lo scenario? Abbiamo già detto, hai già accennato al fatto che Burnham di fatto non si è ancora insediato, non ha un mandato perché Starmer formalmente non si è ancora dimesso. Però immaginiamo comunque che si procederà con Burnham che prende il posto di primo ministro e di leader del partito. Quali sono gli scenari concreti? Cosa rischia? Burnham, inizialmente già dalle prime settimane, mi sembra di aver capito che lui sperava di avere un ingresso un po' più rilassato nel giro di tre mesi. [00:26:23] Speaker B: Mi è stato abbastanza ridico, nel senso che lui è andato da Starmer e gli ha detto, sì voglio che ti rimetti però dimettiti tra tre mesi così ho tempo di prepararmi e Starmer gli ha detto... ha voluto la bicicletta e adesso pedala quindi era veramente aver chiesto dopo sì pure sì signore quindi non era pronto non è pronto eh lo sanno che non è pronto eh ah ci sono grandi impegni internazionali lui veramente non sa la BC perché ha fatto il sindaco di Manchester tornando a reforme allora quello di cui dobbiamo dire è che Si è notato che Farage non parla molto, non si è sentito molto in tutta questa situazione per un motivo semplicissimo, Farage è nei guai. Farage è sotto inchiesta perché questi 5 milioni che sono stati pagati da Osborne, versati a lui durante la campagna per le elezioni del 2024 a Clarketon, non sono stati dichiarati. e qui c'è un'indagine aperta per una violazione delle norme sulle solvenzioni elettorali. Loro hanno ricevuto oltre 20 milioni di donazioni in cripto da Alborn, ma dichiarate. Il problema per questi soldi che non sono mai stati dichiarati. Cosa rischia Farage? Rischia di perdere il seggio. e se lui perde il seggio di Clacton è obbligato a dimettersi da leader del partito. Questo è abbastanza inevitabile. Oddio, non sempre. Per esempio, Polanski non ha un seggio e è leader del partito. Però qualsiasi leader che aspira a voler vincere un'elezione, a diventare primo ministro, deve avere il seggio. Altrimenti non è credibile. I Verdi, chiaramente, non è quella la situazione, ma se Farage vorresse ambire a diventare primo ministro in un'elezione deve avere un seggio. Ecco. in questo momento dobbiamo aspettare l'esito di questa inchiesta, potrebbe perdere il seggio, potrebbe doversi ripresentare, potrebbe esserci una suppletiva a Clacton in cui lui fosse costretto a ripresentarsi. quindi il reforma non sta particolarmente bene. Reform non sta bene anche perché con l'operazione Rupert Law che è l'operazione vannace britannica ha un'emorragia di voti a destra e quindi diciamo la destra si sta abbastanza suicidando da sola e questo andrebbe tutto a vantaggio di Burnham a dire la verità, come sarebbe andato a vantaggio di Starmer? Questo era inevitabile. Ma per quanto riguarda invece Burnham, appunto, finché non sappiamo quali saranno le sue nomine per Chancellor of the Exchequer, non possiamo dire quale politica perseguirà e quali saranno le sue chance, se potrà fermarsi e avere consenso o creare immediatamente una spaccatura all'interno del lavoro. Io quello che so è che c'è tanta tanta scontatezza dai parte dei membri del partito laborista, circa metà volevano che Starmer restasse, circa metà dei membri del partito laborista volevano almeno un'elezione, cioè una sfida formale che portasse i membri del partito a eleggere il nuovo leader, invece Andy Burnham viene imposto praticamente dal gabinetto e dai media e questo per la membership non sta bene, ci sono state tantissime tantissime cancellazioni e questo tra l'altro poco prima che Starmer si dimettesse per tentare di pensando molte persone che si sarebbe andati al vuoto c'erano state tantissime iscrizioni al partito laborista negli ultimi due o tre mesi a sossegno di Starmer e stiamo assistendo adesso a una grandissima fuga da parte di membri discontento per quanto è avvenuto. Quindi è possibile anche lì che la base venga ignorata, però ripeto, queste sono cose che possono portarti avanti per uno, due, tre anni, forse anche portarti a vincere un'elezione, ma alla lunga si pagano. Il timore è che Burnham a un certo punto, molto prima del 2029, potrebbe trovarsi costretto a indire delle elezioni generali per avere un mandato, soprattutto se vuole fare delle politiche radicalmente diverse, ha bisogno di un mandato, ma perderà qualcosa. Anche se vince le elezioni, difficilmente otterrà una maggioranza così forte come quella di Starmer. Starmer ha dato al partito oltre 400 seggi. Il partito laburista potrebbe anche vincerle, ma avrebbe questa maggioranza. per un primo ministro un conto era avere come starmer una maggioranza che era di oltre 165 seggi, quindi avevano 400 seggi in tutto, quindi una maggioranza di 165 seggi. Un conto è, come successe a Teresa May, che addirittura aveva un governo di minoranza, doveva chiedere l'appoggio del DOP, non poteva fare niente perché le bastavano dieci dieci deputati che non erano d'accordo e non riusciva a muoversi quindi Edin Burnham anche se dovesse vincere le elezioni riuscirebbe ad avere una maggioranza che gli consente di fare quello che vuole soprattutto in un partito con così tante anime quindi al momento sono tutte questioni aperte non sappiamo come saprà gestirsi ancora non siamo al cento per cento sicuri che sarà lui il prossimo primo ministro possiamo dirlo sicuro forse al novanta per cento ma cento per cento ancora non c'è quindi aspettiamo e vediamo cosa succede Portando ora [00:32:07] Speaker A: quindi il discorso sullo scacchiere europeo o più internazionale, questo è ovviamente un problema perché come hai detto giustamente tu prima, Starmer è quello che ha creato l'iniziativa della Coalition of the Willing e con la sua uscita abbiamo visto che Burnham a quanto pare non ha tutta questa voglia di prendere le iniziative che servono per mantenere almeno una sorta di leadership all'interno di questo gruppo. Abbiamo anche visto l'irresponsabile, forse irresponsabile non è neanche la parola giusta, Il grottesco attacco del Presidente Trump a Giorgia Meloni dopo il recente incontro in cui secondo lui lei gli avrebbe chiesto di fare una foto e lui avrebbe provato pena per lui con tutta la cascata di commenti anche abbastanza ridicoli da parte di chi ancora in Italia sostiene il Presidente americano. [00:33:16] Speaker B: e poi Root anche, io aggiungerei anche Root, ma secondo me io l'ho anche scritto, vengono attaccati tutti, tutti i leader dell'E5, in questo momento uno per uno Metz, Meloni, Starmer che è già stato fatto fuori e diciamo tutti quei leader su cui Trump insiste, non mi avete aiutato in Medio Oriente, non mi avete aiutato in Medio Oriente, A me il messaggio sembra abbastanza chiaro, che la volontà è di farli cadere uno per uno. [00:33:49] Speaker A: Qual è la tua previsione di quello che succederà adesso, al di là di quello che abbiamo già discusso finora? [00:34:01] Speaker B: Impossibile fare previsioni al momento. Certamente finché Andy Burnham non nomina, non dà un'indicazione reale, perché al momento Andy Burnham ha detto tutto il contrario di tutto. Io ho letto alcuni giornali italiani che lo chiamano il nuovo socialista, ho letto altri giornali italiani che lo chiamano il nuovo bleriano, ma la stessa cosa la stampa inglese. Sono contraddizioni in termini, perché da bravo populista Burnham dice tutto il contrario di tutto. In questo momento sta facendo un po' il conte, se vogliamo. quindi fare previsioni io finché non vedo quali sono le sue nomine di ministri e capire quali impostazioni quali persone mette in quali ruoli non posso fare previsioni su quella che sarà la linea di Burnham perché al momento è camaleontica Va [00:34:53] Speaker A: bene, direi che questo è un ottimo lancio per una tua partecipazione a una prossima puntata di spin-off e con questo possiamo chiudere questa puntata. Io ringrazio ancora una volta Alessandra Libutti per la sua disponibilità e la chiarezza con cui ci spiega la situazione del Regno Unito. Grazie Alessandra e buona giornata. [00:35:14] Speaker B: Buona giornata a tutti. [00:35:17] Speaker A: e non mi resta che dare appuntamento ai nostri ascoltatori e alle nostre ascoltatrici per la prossima puntata di Spin-Off. Grazie a tutti e buona giornata. Avete ascoltato Spin-Off, il podcast di Inoltre.

Other Episodes

Episode 19

July 20, 2026 00:35:37
Episode Cover

Ep. 19:Ankara, il vertice che apre la strada alla NATO 3.0

Il summit di Ankara non ha prodotto fratture spettacolari né dichiarazioni roboanti, ma ha segnato un passaggio strategico: il ritorno del pragmatismo diplomatico e...

Listen

Episode 6

March 26, 2026 00:30:38
Episode Cover

Ep. 6: Dentro la rete di Peter Thiel: media, dati e potere

Come si costruisce un’influenza globale nel XXI secolo? Partendo dal caso del Telegraph e passando per Stati Uniti e Regno Unito, ricostruiamo la rete...

Listen

Episode 18

July 05, 2026 00:46:19
Episode Cover

Ep. 18: Ankara, la NATO e il bivio europeo: più autonomia o irrilevanza

Nel nuovo episodio di Spin Off, Raffaele Magaldi dialoga con Mario Greco sul vertice NATO di Ankara e sulla trasformazione dell’Alleanza atlantica in “NATO...

Listen